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COME SI EFFETTUA IL TEST GENETICO?

COME SI EFFETTUA IL TEST GENETICO? con un semplice prelievo salivare puoi migliorare la qualità della tua vita e prevenire disturbi legati alla tua alimentazione. metodo non invasivo e indolore, il tampone salivare è’ un auto-prelievo. è sufficiente strofinare all’interno delle guance lo spazzolino fornito per ottenere materiale biologico dal quale verrà estratto il DNA per poter poi eseguire i test richiesti.

PERCHE’ ESEGUIRE IL TEST?

Il benessere di un individuo passa anche attraverso la sua alimentazione ed il suo stile di vita, dalla nascita fino all’età geriatrica. Un piano nutrizionale personalizzato sulla base delle diverse caratteristiche genetiche e predisposizioni individuali aiuta a prevenire l’insorgere di determinate patologie ed invecchiare nel modo migliore possibile. Il pannello GERIATRICO prevede lo screening dell’intolleranza genetica al lattosio e di polimorfismi che predispongono a patologie cardiovascolari, ipertensione, sindrome metabolica, stress ossidativo, stato infiammatorio generalizzato, Alzheimer, dislipidemie e sindromi depressive tipiche della terza età. Il test assume una valenza ancora più rilevante se le condizioni sopra descritte sono presenti nella propria storia familiare.

 

 

 

LCT: RISCHIO STATO INFIAMMATORIO DA INTOLLERANZA AL LATTOSIO

Lo screening per l’intolleranza genetica al lattosio viene effettuato in quanto tale condizione è molto rappresentata nella popolazione mondiale. I sintomi sono dose-dipendete, variabili nella forma ed in termini di intensità: disturbi gastrointestinali, dolori addominali, gonfiore, cefalee, disturbi del sonno, dolori articolari e muscolari, irritabilità, stanchezza, stato infiammatorio generalizzato.

 

SOD3: INVECCHIAMENTO PRECOCE

Quando nell’organismo avviene un disequilibrio tra sistema antiossidante e radicali liberi prodotti, si instaura una condizione di stress ossidativo che si traduce in invecchiamento fisiologico precoce.

 

APOE: RISCHIO ALZHEIMER E NEURO INFIAMMAZIONE

 Il polimorfismo si associa a dislipidemie che possono portare ad aterosclerosi, malattia coronarica, malattia di Alzheimer. Il test è particolarmente significativo in soggetti che presentano nella loro storia familiare tali condizioni. Alimentarsi secondo le proprie reali esigenze significa prevenire tutta una serie di situazioni che potrebbero condizionare la vita.

 

TNFct/IL6: RISCHIO ARTRITE REUMATOIDE

 Lo stato infiammatorio “cronico” può stimolare l’invecchiamento cellulare, sviluppo di condizioni degenerative come Alzheimer, artrite reumatoide, diabete, malattie cardiovascolari. Il test individua la predisposizione genetica a uno stato infiammatorio che può essere compensata con strategie preventive mirate.

 

SLC6A4: RISCHIO FIBROMIALGIE E DEPRESSIONE

Il sistema della serotonina svolge un ruolo centrale nell’azione dei farmaci antidepressivi ed ogni polimorfismo che ne alteri in qualche modo l’integrità può influenzare non solo la risposta al trattamento farmacologico ma anche aumentare la suscettibilità a episodi depressivi tipici dell’età geriatrica, all’Alzheimer o a disturbi post-traumatici.

 

ZC3HC1: RISCHIO CARDIOPATIE E IPERTENSIONE

Un alterato metabolismo dello zinco, dovuto a difetti di origine genetica, predispone a problematiche quali artrite reumatoide, cardiopatie, ipertensione, stress ossidativo.

 

TOMM40: RISCHIO ALZHEIMER E INVECCHIAMENTO CELLULARE

Definito anche “gene della longevità” poiché validato per la predisposizione a condizioni quali declino cognitivo, dislipidemie, malattia di Alzheimer, maculopatia, patologie cardiovascolari.

MTHFR: RISCHIO CARDIOVASCOLARE DECLINO COGNITIVO

La carenza di vitamina B9 è correlata ad aumento del rischio cardiovascolare, ipertensione, demenza senile. Lo screening genetico permette di evidenziare questa carenza dell’attività enzimatica, la quale è associata in maniera ormai inequivocabile ad un importante difetto metabolico.

 

VDR(x5) ALTERAZIONI DEL TONO  DELL’UMORE E DEFICIT COGNITIVO

Bassi livelli ematici di Vitamina D si associano in maniera significativa ad alterazioni del tono dell’umore, aumento dei sintomi tipici delle patologie depressive e ad aumentata suscettibilità a deficit cognitivi nella terza età.